Millenials, chi sono e cosa bevono
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Millenials: chi sono e cosa bevono

I giovani tra i 20 e i 35 anni, parte emergente del mercato del vino.

Quando si parla di Millenials ci si riferisce alla generazione nata dal 1980 in avanti, ovvero i giovani cresciuti nell’epoca della connettività 24 ore su 24 ore su scala globale. Ma sono anche coloro che hanno smesso di beneficiare del boom economico anni ’80 e pertanto vivono in un mercato del lavoro rivoluzionato da precarietà e crisi economica. Questo indurrebbe a immaginare giovani sempre in cerca del Low Cost, e invece sconvolgono tale facile conclusione rivelandosi creativi al punto da rendere la flessibilità obbligata un’opportunità, capaci di reinventarsi costantemente e di dare grande valore a ciò in cui investono. Per i piccoli acquisti della quotidianità la scelta spesso verte su beni di fascia di prezzo tendenzialmente bassa, ma quando si parla di ciò che crea identità la ‘musica’ cambia. Sì perché quello che i giovani tra i 20 e i 35 anni vogliono quando comprano, non è rispondere a un impulso di possesso, bensì qualcosa che parli di loro. Come si traduce questo su un mercato come quello del vino?

I Millenials rappresentano un terzo del mercato mondiale dei Winelovers e i dati parlano di consumatori attenti non ai nomi rinomati o altisonanti, bensì al legame col territorio, ai vitigni autoctoni, alla sostenibilità, perché per le nuove generazioni mangiare va di pari passo col prendersi cura di sé (il 75% mette trasparenza e km 0 tra i criteri di scelta di un buon vino). Il mercato di riferimento (USA e Gran Bretagna, da sempre cuori pulsante di Fashion, Life-Style e New Trend) parla di giovani Buyers che spendono mediamente più dei genitori per una bottiglia (circa 15 dollari), bocciando i vini a fascia di prezzo più bassa. Il vino è uno Status Simbol coerente con i loro valori (è un prodotto naturale, protagonista delle amate manifestazioni enogastromiche, con un radicato legame con le zone di produzione). Gli americani rispetto ai ‘cugini’ inglesi parlano, si confrontano e leggono riviste di settore per indirizzare i propri acquisti. Sia Nuovo che Vecchio continente mettono al primo posto i vini rossi (45%), a cui seguono i bianchi (30%) e rosati, in ascesa grazie alla loro capacità di intercettare i gusti di entrambi i filoni. Champagne e spumanti, poi, vengono consumati una volta a settimana. Oltre la metà dei londinesi beve fuori casa (60%), contro la metà dei newyorkesi (50%); e infine, per non smentire l’anima Millenials, gli acquisti vengono ponderati su Social Media e conclusi volentieri online. Dunque, per le aziende del vino che vogliono fare ‘breccia nei calici’ di questa fetta emergente di Buyers, le parole d’ordine sono comunicazione, reputazione e territorialità. Perciò se il destinatario del vostro regalo è un giovane tra i 20 e i 35 anni, non abbiate dubbi: un buon vino di prezzo medio, se Natural meglio, autoctono, con una storia da raccontare e spese di spedizione incluse.